martedì 15 luglio 2008

SARDEGNA: PERLA DEL MEDITERRANEO E LA COLATA DI CEMENTO


300.000 (trecentomila) metri cubi di cemento si stanno per abbattere sulla Maddalena, perla della Sardegna.
Soru non sembra approntare nessuna resistenza.


E il tutto avverrà con la fattiva partecipazione della Protezione Civile e di Mister Bertolaso in prima linea.
Ecco qui il mostro:

http://tinyurl.com/5ca5a8

http://tinyurl.com/65k6wd


Sapete a che serve? Al vertice del G8 del 2009.


Credo che sia urgente una presa di posizione da parte della Regione Sardegna per fermare questo oltraggio ulteriore alla bellezza straordinaria di questa isola, perla del mediterraneo.

Victor Di Maria

venerdì 11 luglio 2008

SALVACONDOTTO APPROVATO



Finalmente il salvacondotto è stato approvato. Le più alte cariche dello Stato possono stare tranquille, non potranno essere perseguite per ipotesi di reato.

E giustizia è fatta. La Legge è sovrana.

Una Legge fatta da chi si autoprotegge. Ma la legge è legge. Tutti i cittadini devono osservarla. Tutti siamo uguali davanti alla legge.

Il dovere ed il potere. C'è chi ha solo il dovere, e c'è invece una categoria di persone, elette dal POPOLO, pagate dal POPOLO che hanno il potere, lo esercitano.

Oggi abbiamo assistito ad delle pagine più torbide della storia parlamentare italiana.

Ho sentito anche gli interventi della cosiddetta opposizione. L'on. D'Alema sembra ormai un marziano. L'On.Barbato un dissociato. Siamo proprio alla frutta.

Non ci resta che fare finta di essere servili. W LO STATO, W IL GOVERNO, W IL PREMIER.



Victor Di Maria

www.fisconline.com

lunedì 7 luglio 2008

OGM IL MASSIMO DEL MINIMO


Uno studio dell'Università di Barcellona ha dimostrato che nell'Europa mediterranea la coesistenza fra coltivazioni OGM e colture biologiche e' impossibile. Il Presidente di FederBio l'organizzazione unitaria dell'agricoltura biologica italiana, ha dichiarato: "Nella regione dell'Aragona dal 2004 al 2007 la coltivazione del mais biologico e' calata del 75% a causa dell'impossibilita' di certificare il prodotto per la contaminazione derivante dalla coltivazione in pieno campo di mais BT geneticamente modificato, che in quella regione ha raggiunto nel tempo oltre il 40% delle superficie coltivata a mais".

Fabrizia Pratesi di EQUIVITA ha inviato ad alcuni esponenti del governo, tra cui Luca Zaia, ministro per le politiche agricole, una lettera sugli OGM.

Luca Zaia a suo tempo ha dichiarato: "Siamo favorevoli all'avvio della sperimentazione in maniera molto coerente e coscienti del fatto che l'80% dei cittadini in Italia e' contrario agli OGM. Pero' a loro vanno date delle spiegazioni".
Vorrei da Zaia una risposta alle argomentazioni di EQUIVITA e dell'Università di Barcellona. La sua risposta sarà pubblicata sul blog. La Lega che dice di ascoltare il popolo e, come ammette, lo stesso Zaia sa che è all'80% contrario, per mille buoni motivi, all'OGM, vuole lo stesso sperimentare. Perchè? Per diritto divino? Su suggerimento dello psiconano? I semi si disperdono nel vento, è sufficiente sperimentare per diffondere in modo irreversibile l'OGM e il suo carico di denaro per le multinazionali.

"Vorremmo contribuire alla Vostra riflessione sugli Ogm con alcune spiegazioni che non vengono quasi mai riportate dai media. Siamo convinti che saprete dare loro il giusto peso.

La caratteristica principale e unica delle sementi modificate è di essere coperte da brevetto. Dovrebbe far riflettere chiunque il fatto che gli Ogm furono varati negli USA (1980), e poi in Europa (1998), insieme ad incredibili nuove leggi brevettuali che, per la prima volta nella storia, consentivano di privatizzare il “bene comune” più prezioso: la materia vivente del pianeta.
Da quel momento è bastato introdurre un gene estraneo in una pianta perché l’intera pianta diventasse proprietà privata, come fosse un’invenzione umana e non un elemento della natura.
Scriveva The Guardian nell’ottobre del ’97: “Con rapidità sorprendente un gruppetto di imprese sta cercando di prendere il controllo di produzione e commercializzazione della merce più importante del mondo: il cibo”.
Negli ultimi venti anni il binomio modifica genetica e brevetto (i cui diritti si riscuotono ad ogni ciclo riproduttivo o risemina) è stato per le aziende biotech, insieme all’acquisto delle aziende sementiere, non strumento di maggiore benessere per agricoltori o cittadini, ma strumento di una guerra economica, sotterranea e di conquista, o, se vogliamo, di una nuova forma di colonizzazione a cui siamo tutti esposti.

Ciò spiega perché ogni strategia sia stata usata per imporci il cibo transgenico:
- nonostante gli Ogm abbiano fino ad oggi tradito tutte le promesse su produttività, sostenibilità, capacità di “sfamare il mondo”
- nonostante si siano rivelati assai dannosi per l’ambiente, la salute, la sovranità alimentare che sola garantisce la sicurezza alimentare, la libertà di scelta alimentare, la biodiversità e la tutela dei diritti umani
- nonostante siano stati quasi sempre catastrofici per l’economia dei paesi poveri (vedi Argentina e India)
- nonostante siano una minaccia per i paesi che come il nostro puntano sui prodotti di qualità
- nonostante si siano rivelati un cattivo investimento anche per i paesi produttori.
Charles Benbrook, già direttore Agricoltura della “Academy of Science” statunitense, ha spiegato in occasione di un convegno a Roma alla Camera dei Deputati, il 18/05/03, che gli studi fatti su 8.200 siti sperimentali universitari degli USA dimostrano che gli Ogm non producono di più, ma dal 7 al 10% in meno, mentre inquinano 4 volte di più. Oggi l’imponente studio di Friends of the Earth, “Who benefits from GM crops: the rise in pesticide use” conferma questi dati e li peggiora (l’uso del glifosato, sostanza cancerogena, è aumentato in USA di 15 volte in 11 anni). Il direttore della Soil Association britannica, P. Melchett, dice “i prodotti con i quali le compagnie biotech dicono di poter “sfamare il mondo” non hanno mai recato un aumento di produzione complessivo, ma al contrario una riduzione”.
Certi che terrete nel dovuto conto questi argomenti inviamo i nostri più cordiali saluti." Per il Comitato Scientifico EQUIVITA Fabrizia Pratesi De Ferrariis

Victor Di Maria

sabato 5 luglio 2008

ANALISI SULL'INDEBITAMENTO DELLE AZIENDE ITALIANE


All'indomani della decisione della Bce di alzare i tassi di Eurolandia al 4,25%, per le imprese è allarme debiti. Nel 2007, secondo un'analisi effettuata dal Centro Studi Sintesi di Venezia sui dati di Banca d'Italia, l'esposizione verso il sistema bancario si attesta intorno ai 779 miliardi di euro. Dal 2000 al 2007 i finanziamenti concessi alle imprese, considerando il complesso dei crediti rilevati da via Nazionale, sono aumentati del 72,4% (48,6% in termini reali al netto degli effetti inflazionistici) con un incremento notevole nell'ultimo anno (+10,6%).

Il dato appare ancora più allarmante per lo stato di salute dell'economia del Paese se si pensa che più delle metà dei finanziamenti concessi al 2007 dal sistema creditizio viene elargito proprio alle imprese (50,6%), una cifra pari a circa il 51% del Prodotto interno lordo Italiano.L'analisi della propensione media agli investimenti evidenzia, invece, una maggiore concentrazione di massa creditizia per impresa nelle province di Milano (414,1 mila euro), Roma (306,3 mila), Brescia (272,1 mila) e Parma (254,7 mila) dove le aziende risultano maggiormente strutturate.

L'analisi per singole realtà locali evidenzia come, tra il 2000 e il 2007, siano state soprattutto le imprese del Centro Italia ad aver richiesto maggiori finanziamenti al sistema creditizio (+79,7%), seguite da quelle localizzate nel Nord-est della penisola (+79,1%). A livello territoriale sono le aziende localizzate nella provincia di Rimini (+158,4%) a primeggiare in questa particolare classifica, seguita dalle imprese ubicate a Grosseto (+124,8%), Siena (+121,3%), Pescara (+119,5%) e Ragusa (+118,2%). Sono invece le imprese del Nord-Ovest e del meridione d'Italia ad ottenere minori finanziamenti registrando in alcuni casi delle performance negative (Torino -15,1 e Siracusa -1,4%).

Quanto ai flussi degli investimenti le imprese italiane chiedono gran parte dei finanziamenti in campo edile o delle costruzioni, e in effetti negli ultimi anni il settore immobiliare ha conosciuto una forte espansione mentre ora è in decisa frenata per effetto del credit crunch seguito alla crisi dei mutui ipotecari subprime americani. Viene destinato, infatti, a questo segmento produttivo, l'edilizia appunto, in media il 46,4% degli impieghi totali concessi. Il 24,4% invece si riferisce ad investimenti di tipo strettamente immobiliare; in questo caso le risorse vengono utilizzate o per l'acquisto degli spazi dove realizzare la produzione o la gestione, ovvero per mero interesse speculativo. Infine, quote inferiori vengono destinate all'acquisto di attrezzature e mezzi di trasporto (17,2%) o ad investimenti di tipo finanziario (12%).

«Con l'aumento del tasso di sconto da parte della Bce per le imprese italiane si prospetta una stagione molto difficile. A queste condizioni - affermano i ricercatori di Obiettivo Credito del Centro Studi Sintesi - il rischio di insolvenza si fa più elevato. Questo non solo a causa dei maggiori tassi di interesse che renderanno maggiormente oneroso il costo del debito pregresso e l'accesso a nuovo credito, ma soprattutto a causa del calo generalizzato dei consumi delle famiglie e dell'aumento delle materie prime che comporteranno ad una contrazione dei profitti aziendali se non a delle vere e proprie perdite». E con il petrolio in viaggio verso i 200 dollari al barile c'è da scommettere che il percorso sarà via via più accidentato.

Victor Di Maria

giovedì 3 luglio 2008

TELECOM: DIRIGENTI PREMIATI DIPENDENTI LICENZIATI


Ho prelevato dal sito di Beppe Grillo la lettera di licenziamento che un dipendente della Telecom ha trasmesso e che altri 5.000 riceveranno o hanno già ricevuto.

La lettera è veramente un distillato di "BUROCRATESE AZIENDALISTICO" squallido che nella sostanza significa però: "gentile amico, sei licenziato".

Telecom spiega in tre punti le motivazioni del licenziamento:

1. “sul versante tecnologico, dalla semplificazione dei processi produttivi che ha inciso sui profili tecnici e sulle funzioni di supporto specialistico, nonché sulle attività di provisioning di rete e servizi, con conseguente necessità di razionalizzazione delle strutture di indirizzo e governo e di quelle territoriali”

2. “per le strutture di mercato, dalla ricomposizione delle attività e delle responsabilità delle mansioni intervenuta nelle funzioni aziendali (quali, ad esempio, il pre e il post sales e la programmazione commerciale), dalla rilevante riduzione delle redditività nell’ambito dei business più tradizionali, dalla progressiva defocalizzazione delle attività di out bound e della semplificazione dei processi di back end”

3. “per le funzioni di Staff, dalle esigenze di razionalizzazione della struttura aziendale connesse al completamento di fusione societaria e organizzativa di Telecom Italia S.p.A. e di TIM S.p.A., nonché all’integrazione delle Staff centrali e di ex Opertions e Corporate”

Beppe Grillo scrive sul suo sito: "L’ex dipendente Telecom potrà quindi spiegare ai suoi figli che è stato licenziato per “progressiva defocalizzazione delle attività di out bound e della semplificazione dei processi di back end” o, in alternativa, per “la semplificazione dei processi produttivi che ha inciso sulle attività di provisioning di rete e servizi”.

La Telecom, fiore all'occhiello di un Italia che non c'è più. Distrutta in pochi anni, liquidata in piccole dosi, e i suoi dirigenti premiati con buonuscite d'oro che basterebbero da sole per pagare anni di stipendi a poveri nostri connazionali che da domani si troveranno in mezzo ad una strada.

W L'Italia.

Victor Di Maria

domenica 29 giugno 2008

TECNICHE DI MARKETING APPLICATE ALLA POLITICA

Il marketing politico-elettorale nasce come naturale evoluzione delle tecniche di comunicazione utilizzate nelle campagne elettorali moderne, come strumento necessario per confezionare flussi comunicativi che raggiungano efficacemente l’elettore, presentandogli nel migliore dei modi un’offerta politica.

E’facile comprendere come la materia derivi direttamente dal marketing commerciale, fatte salve le ovvie differenze dovute ai differenti “prodotti” che le due discipline hanno ad oggetto.

L’elettore diventa soggetto in funzione del quale sono prodotti i flussi di comunicazione e stabilite le strategie di marketing politico-elettorale.


Iil filo conduttore è quello della comunicazione e del marketing politico, ciòè quello che i due schieramenti hanno fatto (o non fatto) per vincere la battaglia mediale ed ai motivi che hanno spinto i due schieramenti a compiere determinate scelte comunicazionali.

La scelta operata dallo schieramento di centro destra + lega è stata quella di puntare ad utilizzare un linguaggio in grado di penetrare immediatamente la soglia di percezione dell'elettore su interessi pragmatici, poco dottrinali e sociologici, più pratici.

La sicurezza fatta diventare poi azione contro gli immigrati come i maggiori responsabili della mancanza di sicurezza, la lotta al malessere economico fatta diventare come "protesta anti-Prodi" e quindi anti Veltroni per il livello di pressione fiscale raggiunto, la questione dei "Comunisti" che in una Italia senza memoria è stata fatta passare come la "Scelta" di chi non vuole problemi economici e statalismi e di chi vuole uno stato libero da lacci e laccioli, uno Stato più leggero, più snello, con meno controlli e più facilità di fare "business".

Questa tecnica di marketing raccoglie l'attenzione e, per quanto hanno dimostrasto i risultati elettoriali, il consenso della maggioranza degli italiani.

Una parte consistente degli italiani si sono convinti che il "bene" sta da una parte scarsamente ideologizzata, e il "male" dall'altra parte, parte che incorpora ed eredita il "DNA" dello statalismo e del "Comunismo".

Chi ha vinto ha fatto un capolavoro sul piano del "far percepire" una realtà che poco ha a che fare con i veri motivi dei malesseri dello Stato e deli italiani medisimi.

E l'applicazione delle tecniche di marketing mediatico da parte di chi ha vinto continua in modo scientifico. Una prima fase è stata caratterizzata da un atteggiamento da dottor Jekyll. Necessario per saldare e congiungere il linguaggio "guerraiolo" dell'ultima fase della campagna elettorale con la primissima della fase istituzionale.

Adesso la tecnica prevede lo sfruttamento della migliore fase dell'indice di "gradimento" dell'azione di Governo da parte del "Pubblico" italiano per far passare tutte le leggi che, diversamente, in una fase di calo sarebbe difficle senza provocare l'inevitabile protesta anche "piazzoiola".

Quale è il compito dell'opposizone ?

L'unica che effettivamente viene percepita come tale è quella di "Antonio Di Pietro". L'altra sembra invece un "sceneggiata" che rende ancora più complessa la situazione generale.

La cosa migliore sarebbe quella di meditare. Il rischio della perdita di sostanza della democrazia impone a tutti l'assunzione di uno spirito più attento, meno "partitico", più serio.

Il pericolo è far diventare questa nostra Italia come un grande "supermarket" dove i migliori prodotti sono quelli meglio confezionati, al di là del loro contenuto.

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