domenica 3 luglio 2016

L'ITALIA NEL PALLONE



Il 2 luglio 2016 è una di quelle date che ricorderemo a lungo. Il motivo che ce la farà rimanere tale non è, come potrebbe apparire, la tragedia di Dacca, una strage infame nella quale hanno perso la vita molte persone, alcune delle quali nostri connazionali. 

No. Non solo per questo. Sarà una data indimenticabile (Sic !) perchè la Nazionale di calcio è stata sconfitta dalla Germania.

Ieri sera gli italiani, in maggioranza, hanno assistito alla partita di calcio.

I telecronisti delle varie emittenti televisive hanno sciorinato il solito "rituale" e "scontato" commento condito di frasi enfatiche per sottolineare le gesta dei "nostri" "eroi", undici ragazzi in calzoncini che "difendono" la "Patria calcistica", un delirio di parole pronunciate con tonalità accese.

I calciatori in campo con la "fascia" nera al braccio, in segno di "lutto" per i connazionali caduti nella strage di Dacca.

Enfasi di frasi in una fiera del superfluo.

Il telecronista costruisce il suo commento con tecnica adeguata alla platea degli ascoltatori (praticamente la maggioranza degli italiani).

Un esempio delle frasi utilizzate potrà essere: "un gruppo attaccato ai colori della squadra"; "ragazzi che credono nei valori (valori ?) della maglia azzurra".... e così procedendo.

L'italiano "tifoso" è così. Si infiamma per una "parata" del "Gigione nazionale", un "assist pennellato", un "Cross millimetrico". 

E la platea dei tifosi è indifferenziata.

Davanti allo schermo televisivo non ci sono categorie. Le reazioni sono univoche. Tutti con lo stesso afflato: magistrati, professori, spazzini, metalmeccanici, chirurghi, avvocati, burocrati, casalinghi e casalinghe, omo ed etero. Tutti con animosità "Nazional-popolare", fieri di assistere alla "Fiera del superfluo".

Finita la partita, spenti i bollori per il "conflitto" calcistico, l'Italia del Pallone rientra piano piano nella sua condizione naturale. 

L'Italia del dopo partita ricomincia a commuoversi, così come aveva fatto prima della partita, per la strage di Dacca.

Siamo fatti così. Non lo facciamo per male. siamo l'Italia del Pallone nel "Pallone".

Victor Di Maria

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