sabato 25 giugno 2016

Quando la "Democrazia" possibile é quella dei "Ricchi" per i "Ricchi" - USA una democrazia o una oligarchia ?


In una interessante intervista, rilasciata a Andre Vltchek e pubblicata sul sito web "L'Antidiplomatico", Christopher Black, uno dei giuristi più noti al mondo, ci svela un punto di vista sulla qualità della democrazia negli Stati Uniti.

Il suo punto di vista è interessante perché accende un fascio di luce su alcune verità storiche che la l'informazione tradizionalmente non ci offre.

La sua riflessione riguarda la "qualità", intesa quale rapporto di effettività, della cosiddetta "democrazia" negli Stati Uniti d'America. Tale punto di vista, in realtà, è valido anche per la maggior parte dei Paesi Occidentali, ma non solo.

Una questione centrale posta dal giurista riguarda la prossima elezione del futuro residente degli Stati Uniti. 

Alla domanda sul come mai uno Stato così importante abbia scelto, con le primarie, Donald Trump e Hillary Clinton, risponde:

"Gli Stati Uniti non sono più una democrazia dal colpo di stato del 1963, quando il Presidente Kennedy venne assassinato dal complesso militare-industriale e i servizi di intelligence. 
Gli Usa avevano avuto tanti problemi anche prima di questa data, a partire dall’indipendenza: il rapido sterminio delle popolazioni indigene e la sua marcia verso il presente imperialista con la sua prima guerra di conquista del 1812 di quello che oggi chiamiamo Canada, in particolare. Quell’invasione fu sconfitta dagli inglesi, dalle forze native e locali, ma anche allora le forze americane nei villaggi occupati dichiaravano di portare “democrazia” e “libertà”. Nessuno gli credeva chiaramente.
Poi si sono focalizzati sul Messico, sterminando gran parte del suo territorio, dichiarando l’egemonia del territorio occidentale e affermando di portare “libertà”, mentre gli schiavi neri affluivano ai loro confini. La guerra civile ha dimostrato che esisteva un paese fratturato tenuto insieme da uomini egoisti e spietati che selezionavano uno di loro come Presidente.
La corruzione nel sistema democratico degli Stati Uniti inizia, del resto, con la sua creazione. De Tocqueville l’ha descritto alla perfezione: è il comportamento di un popolo che pensa che l’individuo sia più importante del bene comune, che ognuno deve essere totalmente indipendente e in cui l’etica del profitto capitalista diviene religione di stato. 
Non è cambiato molto da allora.
E’ Tump peggiore del pazzo Bush che ha attaccato Iraq e Afghanistan, o di Bill Clinton che ha attaccato l’ex Yugoslavia e entrambi hanno posto fine alle libertà civili nel paese? E’ peggio Trump dei criminali Nixon o Johnson che hanno distrutto Vietnam, Laos e Cambogia, e che hanno torturato migliaia di comunisti e attivisti in America Latina? E’ peggio di Truman che ha ordinato la distruzione di Hiroshima e  Nagasaki? 
E’ chiaro a tutti che i candidati sono sempre di qualità più bassa. Ma questo semplicemente riflette lo stato politico attuale dove solo i ricchi possono ambire a queste posizioni. La cerchia di candidati è ristretta e provengono da una classe che conosce solo una cosa nella vita, fare soldi non importa come e prendere il potere per continuare a fare i soldi.  
Per farlo hanno bisogno del controllo delle popolazioni. Le condizioni economiche di molti americani causa rabbia crescente e gli omicidi di massa continui sono il segno di una società sempre più frustrata. 
E’ una situazione veramente pericolosa. Quindi la scelta tra un buffone razzista populista, Trump, contro la macchina di morte Clinton, è il frutto delle circostanze. Sono i candidati che possono rifocalizzare questa rabbia creando capri espiatori.
Per me che vivo in Canada e guardo gli eventi dal confine, gli Stati Uniti continuano il loro declino in uno stato imperiale totalitario gestito da una oligarchia che non ha alcun interesse verso la classe lavoratrice ma pensa solo ad accumulare ricchezze personali. Sono spietati, irrazionali e sono imbevuti dei falsi valori della loro presunta superiorità. Per questo sono molto pericolosi. Quindi la mia risposta è: questa nazione è un pericolo incombente per il mondo".

Quindi, gli Stati Uniti posso essere considerati quale modello di democrazia ?

"Un sistema in cui solo due partiti possono partecipare alla spartizione del potere e sono due partiti espressione della classe finanziaria e industriale dominante non sono una democrazia. Un sistema in cui nessun partito di massa di lavoratori può costituirsi e in cui solo i ricchi possono prendere parte, non può essere una democrazia. Infatti un grande giornalista e accademico statunitense ha affermato che gli Usa non sono una democrazia, ma un’oligarchia in cui le persone sono addormentate con “mass entertainment and mass shootings”. 
Prendere parte alle elezioni significa supportare questo sistema".

Offro questo stralcio di intervista quale spunto di riflessione sperando che possa contribuire ad aprire la nostra mente verso orizzonti che nessuno ci racconta.

Dott. Victor Di Maria





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