giovedì 19 luglio 2012

Fisco e sommerso, Italia maglia nera "La pressione fiscale arrivata al 55%"


Lo studio di Confcommercio:
gli italiani  in regola con le tasse sono i  più vessati del mondo.
Befera: "In alcuni casi il peso
delle tasse sfiora anche il 70%"


Gli italiani onesti, che non sfuggono al fisco, risultano i cittadini più tassati in assoluto, sopportano una pressione reale pari al 55%, un record mondiale: una soglia mai prima d’ora raggiunta che ci vede svettare su tutti gli altri Paesi. Un massimo assoluto rilevato dalla Confcommercio e confermato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, che ammette: «La pressione fiscale è elevatissima, è un grosso problema» e ci sono imprenditori «virtuosi» su cui grava un carico anche superiore, in alcuni casi pari al 70%. A rincarare ancora la dose arriva poi il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che giudica «sottostimati» i dati Confcommercio.

Ma una novità positiva dovrebbe arrivare almeno per le Pmi con il dl sviluppo, c’è infatti un’emendamento sull’Iva di cassa, una vera e propria boccata d’ossigeno. La proposta sarà domani al voto delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera e consentirebbe alle società con un fatturato fino a 2 milioni di versare l’Iva solo quando viene effettivamente incassata: un aiuto importante per le società che attendono i pagamenti della Pa, ma anche per i fornitori delle imprese versano i corrispettivi con molto ritardo. Per l’Italia rimane comunque centrale il tema dell’evasione. A rispettare il fisco, racconta Befera, è «una maggioranza silenziosa», ma tanti altri si sottraggono. Ecco che secondo l’associazione dei commercianti l’imposta evasa ammonta a circa 154 miliardi di euro. E con tutta probabilità anche nel 2012 il sommerso in Italia viaggia introno al 17,5%, un quota non eguagliata da nessun altro Paese. Insomma l’Italia è divisa in due: da una parte il folto popolo degli evasori e dall’altra i moltissimi cittadini che non si sottraggano al fisco e pagano un dazio così alto anche a bilanciamento di coloro che sfuggono al fisco. Il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, sottolinea la necessita di un riforma fiscale che porti a una «riduzione di una pressione oggi insopportabile».

Per il leader dei commercianti la diminuzione del carico deve avvenire attraverso una contrazione della spesa e un restringimento dell’evasione. In particolare l’organizzazione invita ad andare avanti senza timidezze sulla spending review e a scongiurare un nuovo rialzo dell’Iva. Un incremento che per l’associazione dei commercianti potrebbe tra il 2011 e il 2014 portare a una calo dei consumi reali pari a 38 miliardi. Per Sangalli un altro punto cruciale riguarda la semplificazione di un sistema fiscale giudicato «’barocco» e anche in questo caso si ritrovano d’accordo con Befera che confida sopratutto sulla delega fiscale. Entrambi si augurano la recupero di un fondo taglia tasse, in cui far confluire i proventi della lotta all’evasione, anche se le Entrate sottolineano come la priorità spetti alla «tenuta dei conti pubblici». Comunque Befera rassicura sulle strategie per il recupero dell’evasione: «A fronte di un’Iva che diminuisce per la forte riduzione dei consumi, la base imponibile non sta calando», ciò significa, osserva, che «l’effetto deterrenza comincia a funzionare» e gli italiani anche grazie ai controlli effettuati, stanno iniziando spontaneamente a cambiare comportamento.
Fonte: La Stampa

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