lunedì 11 giugno 2012

Flessibilità indispensabile per il lavoro estivo a cura del Dott. Victor Di Maria


Flessibilità indispensabile per il lavoro estivo

La stagione estiva pone esigenze particolari per molti datori di lavoro per far fronte alle esigenze temporanee di personale.



L’imminente stagione estiva pone  problematiche particolari a molti datori di lavoro che si chiedono come far fronte alle esigenze temporanee di personale.  
L’attuale disciplina normativa consente di avere un ventaglio di soluzioni articolate: lavoro in autonomia, occasionale, saltuario, con orario ridotto, parasubordinato e a tempo determinato. 
Ma quale è la soluzione migliore fra le diverse tipologie di contratto e per le diverse esigenze: tempo determinato e voucher, occasionalità, esigenze improvvise, o assenze per ferie?   
Le possibilità offerte oggi dalla normativa in materia di contratti flessibili sono sufficientemente vaste per coprire ogni esigenza di lavoro. Ogni soluzione, tuttavia, va analizzata con attenzione e contemperata con le aspettative di una normativa che spesso si presenta subdola e vaga. Devono essere valutati i singoli casi applicando il contratto di lavoro più idoneo.  
E’ possibile ricorrere al lavoro accessorio (con i voucher da 10 euro) con studenti, lavoratori part-time, pensionati, cassaintegrati, ecc. in tutti i settori di attività. Deve trattarsi di prestazioni occasionali ed accessorie e la procedura per avviarle può essere cartacea o telematica, purché preventiva rispetto all’inizio del lavoro.  
Per far fronte ad esigenze temporanee è possibile anche attivare i consueti contratti a tempo determinato e/o part-time, se rientra nelle possibilità del datore il prevedere il periodo di necessità e l’orario che sarà rispettato.  
In caso contrario è possibile, a certe condizioni e per certi settori, il lavoro a chiamata.  
Per attivare il contratto a termine ricordiamo che devono sussistere esigenze di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.  
Per prestazioni occasionali di durata inferiore a 30 giorni e con compensi annui entro i 5.000 euro, è possibile utilizzare la formula delle mini cococo. Deve trattarsi di lavoro svolto in regime di parasubordinazione (collaborazione e coordinamento senza vincoli), ma non è necessario prevedere progetti o programmi come avviene per il lavoro a progetto.  
Se si tratta di lavoro autonomo “puro”, invece, è applicabile la formula del lavoro occasionale autonomo per compensi fino a 5.000 euro annui. Questa formula non prevede formalizzazioni preventive, ma proprio per questo motivo deve essere attentamente valutata al fine di evitare che in sede di visita ispettiva possa essere ricondotta nell’alveo del lavoro subordinato, con rilevanti conseguenze sanzionatorie.  
Dopo l’approvazione della riforma del lavoro l’attuale quadro subirà alcune modifiche.

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