martedì 26 giugno 2012

Ristrutturazioni edilizie, IVA ordinaria per il parquet a cura del Dott. Victor Di Maria


L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, dobbiamo dire finalmente, due documenti di prassi che  riguardano il chiarimento sull’applicazione dell’aliquota IVA in due particolari fattispecie: la fornitura del materiale per la posa in opera, senza collanti, del pavimento in laminato (tipo “parquet”) e la cessione di piattaforme elevatrici.



Nel primo dei due casi, leggendo la risoluzione n. 71/2012, l'Agenzia ha ritenuto determinante – ai fini dell’applicabilità dell’IVA ridotta del 10% di cui al n. 127-terdecies) della Tabella A, parte III, del DPR n. 633/1972 – la determinazione della qualificazione del prodotto parquet.  Secondo l’Amministrazione finanziaria, infatti, tale bene non può essere considerato “prodotto finito”, in quanto si tratta pur sempre di beni riconducibili alla categoria dei materiali di rivestimento. 
I singoli listelli che compongono la pavimentazione non costituiscono, infatti, elementi dotati di per sé di una propria individualità e autonomia funzionale, anche se montate senza collanti. Una volta smontate – anche se suscettibili di riutilizzo – perdono le proprie caratteristiche strutturali di pavimentazione.
Del che l'Agenzia delle Entrate ritiene inapplicabile la predetta aliquota IVA agevolata, riservata, invece, ai soli beni finiti – escluse le materie prime e semilavorate – impiegati per la realizzazione degli interventi di recupero di cui all’art. 31, comma 1, lett. c), d) ed e), della L. n. 457/1978 (recupero e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e urbanistica), ad eccezione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle precedenti lett. a) e b). 
A conferma di tale orientamento, sono stati richiamati alcuni principi ormai consolidati di prassi: 
  • per beni finiti, cui si applica l’aliquota agevolata, si intendono quelli che, anche successivamente al loro impiego nella realizzazione dell’intervento di recupero, non perdono la loro individualità, pur incorporandosi nell’immobile (C.M. n. 1/1994); 
  • non sono considerati beni finiti quelli che, pur essendo tali per il cedente che li ha prodotti, rappresentano materie prime e semilavorate per il cessionario (C.M. n. 14/1981). È il caso, ad esempio, dei mattoni, delle maioliche o dei chiodi, a differenza degli ascensori, dei montacarichi, degli infissi, dei sanitari o dei prodotti per gli impianti elettrici, idrici e a gas.

L’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, chiarito che il suddetto intervento può beneficiare della detrazione del 55% delle spese sostenute per il risparmio energetico, a norma dell’art. 1, comma 345, della L. n. 296/2006, purché siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica previsti dall’allegato “B” del Decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, nonché gli ulteriori adempimenti posti a carico del contribuente per beneficiare della detrazione. Sul punto, si osservi che tale documento precisa che deve trattarsi di “pavimenti verso locali non riscaldati o verso l’esterno”, mentre l’Enea – ente preposto alla verifica e al controllo dei presupposti richiesti dalla norma agevolativa, in ordine al conseguimento del risparmio energetico – contempla altresì, nelle proprie schede riguardanti la trasmittanza termica, anche l’ipotesi del “pavimento contro terra”.

La risoluzione n.70/2012  ha chiarito la fattispecie della cessione di piattaforme elevatrici, disciplinata dal punto 31 della Tabella A, Parte Seconda, allegata al DPR n. 633/1972, per effetto del quale l’aliquota ridotta del 4% è applicabile alla vendita di poltrone e veicoli simili per invalidi, anche con motore o altro meccanismo di propulsione, intendendosi compresi i servoscala e altri mezzi atti al superamento di barriere architettoniche per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie. 
La norma agevola i trasferimenti di quei beni che, per le loro caratteristiche tecniche di costruzione, sono oggettivamente idonei a risolvere i limiti di deambulazione dei soggetti con ridotte o impedite capacità motorie, senza condizionare l’applicazione dell’aliquota ridotta alla circostanza che l’acquirente sia il soggetto portatore di handicap
L’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto l’applicazione dell’aliquota agevolata del 4% – in ogni fase della commercializzazione, anche nell’ipotesi in cui il cessionario sia un ente o una scuola – purché tali beni siano rispondenti alle caratteristiche e peculiarità tecniche indicate dall’art. 4.1.13 del DM n. 236/1989, ovvero si tratti di servoscala e piattaforme elevatrici atti a consentire, in via alternativa ad un ascensore, il superamento di dislivelli – di norma non superiori a 4 metri – a persone con ridotta o impedita capacità motoria.
Dott. Victor Di Maria

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